Chiesa di San Giorgio, spunti storici e architettonici

Di Annalisa De Rosa

Uno dei luoghi simbolo di Pignataro Maggiore dipinti, fotografati e vissuti è la chiesetta di San Giorgio. Sull’omonimo colle, la chiesetta viene edificata sui resti di un’antica villa romana datata al I secolo a. C. Di questi resti è possibile ancora vederne qualche traccia sul retro della chiesa dove si erge un muro costruito con la tecnica cosiddetta reticulatum in voga nella metà del I secolo a. C. La datazione esatta è fatta risalire tra l’VIII e il IX secolo probabilmente quando si cominciarono a formare i primi nuovi agglomerati dei Caleni che scappavano dai saccheggi dei Saraceni.  Ad indicarci l’esistenza della chiesa già nel Trecento è il Rationes Decimarum Italie in cui il tempio viene descritto come chiesa parrocchiale. Questa funzione è mantenuta anche quando a metà del Cinquecento fu eretta la chiesa nel centro abitato, adiacente all’attuale chiesa di Santa Maria della Misericordia e che poi dal Settecento, con la nascita della omonima confraternita, diverrà la chiesa parrocchiale. 

Inizialmente la chiesetta di San Giorgio era ad un’unica navata con l’abside orientata ad ovest – contrariamente alle chiese costruite nel Medioevo le quali sono orientate ad est. Successivamente, intorno al Quattrocento, era aggiunta una navata sulla destra e aperta una porta che dà a mezzogiorno. Secondo alcuni studiosi, nel Medioevo, il campanile era un corpo di fabbrica separato da quello della chiesa e fu poi agglomerato nella costruzione durante i suddetti lavori. Oggi l’interno si presenta quasi privo di decorazione ma sicuramente doveva esserne ricco di affreschi e pitture. Si osservano soltanto due tele: l’Ultima Cena di dubbia attribuzione ma probabilmente datata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento posta sull’altare, mentre sulla parete sinistra un quadro realizzato da artisti locali contemporanei in cui si osserva San Giorgio nell’atto dell’uccisione del drago con sullo sfondo la facciata della chiesetta. Fino all’Ottocento viene documentato un soffitto a capriate sostituito poi da cassettoni che solo negli ultimi decenni sono stati eliminati per un soffitto liscio. Come tutte le chiese medievali ha un ossario che raccoglie le spoglie dei confratelli di San Giorgio con tanto di scolatoio al di sotto del pavimento. Sarebbe curioso se ci si potesse inoltrare prima di ultimare la visita alla chiesetta.

Non bisogna dimenticare che gli ossari e i relativi scolatoi rientravano nelle pratiche di sepoltura fino a quando non sono stati introdotti i cimiteri e dunque sicuramente anche quelli della chiesetta di san Giorgio risulterebbero fonte di un interessante passato da scoprire.

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