La Domenica delle Palme del mondo bracciantile

di Giovanni Borrelli

Nella solitudine di questi giorni sospesi, chi ha un genitore anziano con sé approfitta della sua compagnia e del suo affetto. E chi come me ama raccontare e farsi raccontare, anche del suo racconto. In questo momento buio il racconto appare ancora più luminoso, ancora più pregnante e acquista più sostanza. Alla semplice domanda, “ma com’era il giorno delle Palme quando eravate giovani?” subito, come un fiume in piena, il racconto inizia senza sosta: 
“…dalle 7 di mattina ci si ritrovava nella chiesa del paese, anche con la pioggia, gente di paese e gente di campagna, ognuno con in mano rami di ulivo. Dalla campagna arrivano i massari con fasci interi di rami, che venivano benedetti per poi essere portati nelle stalle per benedire gli animali e nelle campagne per benedire il raccolto. E con loro le donne, che già da una settimana prima cominciavano a tagliare teneri ramoscelli e foglie che qualcuno decorava secondo le proprie abitudini, per creare ‘la palma’ da scambiare con amici e conoscenti. Ormai questo non si fa più, ma era così bello e pieno di significato, nelle campagne si faceva sempre, ora neanche nelle nostre campagne si fa più, che peccato!….si preparavano tante ‘palme’, per i tanti amici che si incontravano davanti alla chiesa e poi si portavano anche ai defunti, si portavano quando si andava a visitarli per portare loro fiori. Io ero incantata! Quando ero bambina mi mettevo davanti a questi mazzi di palme, arricchiti di fiori e conservati proprio per questo, o verniciati di argento o oro per farli durare di più, ah…si, poi si mettevano pure dietro la porta per devozione”. 

Scene fatte di silenzi devoti, di gesti antichi e mani callose che innalzano al cielo fascine di rami di ulivo. Le ricordano anche alcuni di noi, intorno c’è sempre quell’aria leggermente fredda, ma anche un profumo che preannunciava il miracolo della primavera. Credenti o no, ancora oggi ci si lascia coinvolgere da un rito antico davanti al quale tutti abbassano la testa in segno di rispetto. In questo 2020 il rito della benedizione delle Palme non si è ripetuto, ma di sicuro resta quell’aria leggermente fredda, il profumo che preannuncia la primavera e soprattutto il silenzio devoto.

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