E tu, che bevitore sei?

di Miriam Borrelli

Nel corso della mia vita non mi sono mai domandata se socialmente e culturalmente fosse accettabile che una donna bevesse – pregiudizio ormai superato -, piuttosto ero curiosa di sapere se rientrassi in una categoria a rischio o meno. Non ho quasi mai esagerato e con il tempo ho conosciuto e accettato i miei limiti, ma ho sempre vissuto in un contesto sociale in cui l’assumere alcolici è una consuetudine e un vero e proprio fenomeno che merita attenzione.

I tabù
Spesso osservavo alcuni miei coetanei che assumevano alcol come se stessero bevendo acqua e ho domandato a me stessa: “E tu che bevitrice sei?”
Solo dopo alcuni anni e dopo vari studi sulle dipendenze comportamentali in età evolutiva sono riuscita a dare a me stessa una risposta.
Innanzitutto occorre sfatare il mito che l’alcol sia portatore solo ed esclusivamente di negatività. In quantità moderate l’alcol ha un effetto benefico sul nostro organismo, in particolare nei processi digestivi. Non ha effetto dimagrante come si legge in alcuni articoli, semplicemente prepara il nostro stomaco ad assumere cibo e ne accelera il metabolismo; anche per questo la formula dell’aperitivo o dell’apericena ha spopolato negli ultimi decenni a tal punto da non capire quale sia l’orario di inizio e quello di fine.
Un altro elemento a favore si riscontra nelle vecchie e buone abitudini dei nostri nonni, ovvero un bicchiere di vino rosso durante i pasti; il vino non mancava mai, molti avevano le vigne e lo producevano da se e probabilmente non sapevano che questa bevanda alcolica ha una funzione protettiva contro le malattie cardiovascolari. Inoltre l’alcol ha un effetto antinfiammatorio, ma ciò non ne giustifica l’eccesso utilizzo se si ha un mal di denti, ad esempio.

La socializzazione
Ultimo ma non per importanza, l’alcol può essere analizzato come forma di socializzazione. Ci siamo trovati tutti, o quasi, in una festa o in particolari circostanze vedere andar via la nostra migliore amica “timidezza” e dare il benvenuto alla nuova amica “spavalderia”. Perché? Il discorso è molto complesso. Ci basti sapere che abbiamo dei neurotrasmettitori che comunicano con i nostri neuroni e con il nostro organismo per un buon funzionamento vitale, nel momento in assumiamo alcol la comunicazione tra queste entità peggiora, rallenta e si altera il nostro modo di vedere l’ambiente, la comunicazione, causando una svalutazione dei pericoli circostanti.

Ritornando al “bere sociale” , lo si può interpretare come la sigla “bere responsabilmente” e quindi al concetto che il bere sia un piacere e non una necessità. Nella nostra cultura esiste una sorta di regole da bar, come ad esempio offrire da bere ad un amico in segno di vicinanza, di condivisione, quasi alla stessa stregua del “prendiamoci un caffè”, occasione per poter stare insieme. In altre culture, come quelle del nord Europa, sono state stilate 10 regole chiamate “Greave’s Rules”, una sorta di gioco in round la cui partecipazione è vincolata al possedere determinati requisiti o alla loro stessa conquista per poter inseriti socialmente al bere comune.

L’allarme
Ma non tutti hanno strumenti, capacità o consapevolezza di capire quando si raggiunge il limite. Sempre più ragazzi si avvicinano all’alcol in giovanissima età: nella maggior parte dei casi sono “controllati” da una figura adulta, ma in un secondo momento si sentono autorizzati ad abusarne anche al di fuori del nucleo familiare, senza tenere conto degli effetti nocivi che l’etanolo può indurre nel loro cervello ancora in via di sviluppo.

In Italia, secondo dati ISTAT del 2001, gli adolescenti tra i 11 e i 16 anni che consumano alcolici in modo invasivo sono circa 8 milioni e 624mila persone, e questo dato è rimasto stabile nel tempo, solo nel 2018 si è avvertito un aumento del 12%.
Assumere alcol in questa fascia d’età provoca una distruzione della plasticità cerebrale e dei processi maturativi con la conseguenza di gravi deficit cognitivi e comportamentali. Ma quali sono le cause o le motivazioni per cui un adolescente è così smanioso di bere?
Lo psicanalista Erik Erickson afferma che nella prospettiva del ciclo della vita, tutta l’esistenza è caratterizzata da momenti di transizione a cui corrispondono specifici compiti di sviluppo. Nello sviluppo primario del ragazzo è il passaggio all’età adulta – che consiste nella costruzione della propria identità attraverso la separazione dalla famiglia di origine, senza tuttavia interrompere del tutto i rapporti con essa o rifugiandosi in situazioni emozionali sostitutive – sono comuni i sentimenti di insicurezza, incertezza, estraneità verso il proprio corpo in evoluzione, e depressione di fronte alla perdita dei riferimenti infantili. In particolare i compiti che il ragazzo si trova ad affrontare possono causare condizioni problematiche sfogando le frustrazioni in quello che può essere l’alcolismo, l’attività sessuale non protetta, la guida spericolata.

Quali altre motivazioni potrebbero spingere l’adolescente ad un abuso ?
Potrebbe essere un modo per affermare e acquisire un proprio senso di autonomia, mediante un maggior coinvolgimento nelle attività di gruppo dei pari, o ancora per il superamento dei limiti e la ricerca della trasgressione per affermare la propria indipendenza, disobbedendo alle regole del buon senso. Oppure ancora ridefinizione delle proprie relazioni sociali nel gruppo dei coetanei poiché consente di creare un clima caratterizzato da minore inibizione.

I fenomeni sociali
Di particolare importanza sono poi due fenomeni sociali: il bing drinking e gli heavy drinker (forti bevitori).
Il bing drinking, denominato anche “abbuffata alcolica”, è una modalità di assunzione dell’alcol in quantità molto elevante in un’unica occasione e in un ristretto arco di tempo. L’ultimo vincitore ha bevuto ben un litro di birra in soli 1,3 secondi, ed è rimasto imbattuto dal 1997, entrando nel Guinness word record.
Ma sono molti i fenomeni in cui questo avviene, anche nelle situazioni più disparate e socialmente accettate, quali festival, discoteche o semplici serate tra amici. Considerarsi nel bel mezzo di bing drinking vuol dire consumare 5 o più drink in successione per gli uomini e 4 o più per le donne nell’arco di due ore in 1 a 4 episodi nelle ultime due settimane.
Gli heavy drinking, denominati anche forti bevitori, sono invece spesso adolescenti non ancora pronti nel percorso di costruzione dell’identità, che di fronte alle nuove richieste della fase adolescenziale si rifugia in strategie di evitamento e non soddisfa il bisogno di essere autonomo e di costruire relazioni più profonde. L’uso alcolico in questo caso è di 6-7 volte ogni 2 settimane consumando 5 bevande per volta. Questa è solo un’anticamera della dipendenza alcolica.

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